Yoast SEO, recensione completa e opinioni sul plug-in

Yoast SEO, recensione completa e opinioni sul plug-in

SEO by Yoast è senza dubbio uno dei plug-in più popolari tra chi scrive articoli online. Il software, famoso per i pallini verdi con cui convalida le mosse del copywriter, sembra dividere la community tra chi lo ama e chi lo ignora. Qual è realmente la validità di Yoast SEO? Partiamo da un moto di coscienza: la nostra boutique di web writing lo utilizza per dare una prima valutazione ai testi.

Quel che non facciamo è essere schiavi dei dettami di un plug-in che ha come unico scopo l’orientamento generico. Al momento non è ancora stato realizzato un software davvero preciso per la valutazione della SEO on-page, ma quello di Yoast è una buona base di partenza.

Entrando nei dettagli, vogliamo spiegarti come mai SEO by Yoast sia un plug-in molto utile per un sito web ma non una legge.

Yoast SEO, recensione delle funzionalità off-page

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SEO by Yoast può essere utile per gestire molti aspetti di ottimizzazione senza passare per procedimenti dispendiosi in termini di tempo

Prima di valutare il software dal punto di vista dei contenuti in senso stretto, è importante evidenziare alcune importanti funzionalità off-page. Queste sono estremamente utili per riuscire a gestire gli aspetti più generali dell’ottimizzazione di un sito web senza passare per procedimenti macchinosi: la semplicità ha il suo valore.

Sitemap XML

Utilizzando il plug-in di Yoast si può generare una sitemap XML del proprio sito web da collegare alla Search Console, tutto questo in un paio di minuti. Attivate le funzionalità avanzate, scorrendo dal menu sulla sinistra della dashboard di WordPress su “SEO” si aprirà una tendina con vari sottotitoli; uno di questi è proprio Sitemap XML. Una volta generata, il plug-in si occuperà da sé di aggiornarla ogni volta in cui ciò sia necessario.

Esistono altri plug-in che consentono di fare la stessa cosa, ed è chiaramente possibile generare una Sitemap manualmente. Il fatto che un solo software sia in grado di gestire questo e tutti gli altri aspetti che comprende il prodotto Yoast, tuttavia, è molto apprezzabile.

Console di ricerca

Collegare un sito alla Google Search Console è un’altra attività che di per sé non richiede un impegno particolare. Si può intervenire facilmente, ad esempio, inserendo una stringa di codice nella sorgente della pagina o passando dall’area clienti del servizio di hosting. Perché però fare in quindici minuti quel che si può fare in due? Ancora una volta, grazie Yoast SEO.

Lavorando da articolista e web copywriter, è chiaro che dovrei essere l’ultimo professionista del web ad interessarsi della console di ricerca. In realtà un copy online dovrebbe sapere molto più che come si scrive un articolo.

Social signals

Come segnalare ai motori di ricerca quali sono i canali social ufficiali del nostro sito web? Seguendo lo stesso procedimento utilizzato per collegare Yoast con la Search Console si può fare anche questo. Il plug-in ci presenterà una schermata con i nomi dei vari social network; non rimane che inserire l’URL del nostro profilo in ognuna delle apposite caselle e confermare.

Vale la pena ricordare, in questa sede, che Google+ è un ottimo servizio per segnalare i nuovi contenuti di un sito web al motore di ricerca. Dagli studi effettuati, infatti, sembra che gli spider siano sempre pronti a scandagliare la piattaforma social del colosso di Palo Alto per trovare pagine da indicizzare.

Yoast SEO on-page, che valore ha?

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I pallini verdi del semaforo di Yoast indicano la buona direzione da seguire, ma non sono una legge sovrana

Veniamo a quegli aspetti di SEO by Yoast che hanno realmente diviso la community. Quando si parla di ottimizzazione on-page, infatti, si mischiano i pareri degli articolisti e dei consulenti SEO, dei copywriter e degli sviluppatori, di chi è fanatico della keyword density e di chi ci fa poco caso.

Scindiamo le due macro-categorie in cui il plug-in di Yoast divide la sua analisi (leggibilità e SEO) e procediamo con un’analisi del valore che possono avere le indicazioni del software.

Leggibilità di un contenuto secondo Yoast

La leggibilità misura la facilità con cui un utente può leggere e comprendere un articolo. Proprio per questo il software misura la Flesch Reading Ease, ovvero la difficoltà di comprensione di un testo. Questo valore tiene conto di fattori come la lunghezza media in sillabe delle parole utilizzate, la lunghezza delle frasi, l’utilizzo della punteggiatura e altro ancora.

Il numero di frasi che contengono una parola di transizione, la lunghezza dei paragrafi e via dicendo, sono ulteriori fattori messi in conto seguendo la stessa linea logica. Offrire un contenuto ben impaginato e scorrevole per il lettore è importante, anche se non comporta necessariamente il rispetto di ogni singolo parametro.

Mito: Se il pallino verde non si accende, l’articolo sarà troppo difficile da leggere e verrà penalizzato
Realtà: Se un articolo risulta troppo difficile da comprendere, è colmo di tecnicismi o scritto male, il lettore rimbalzerà sulla SERP e leggerà un altro contenuto, brutto segnale agli occhi di Google

SEO di un articolo secondo Yoast

Ecco la domanda a cui è davvero difficile rispondere: i punti evidenziati da Yoast sono sufficienti, necessari, necessari ma non sufficienti o necessari e sufficienti per fare SEO on-page? Direi che la risposta breve è “necessari ma non sufficienti”. La risposta lunga necessita di considerazioni un po’più approfondite.

Tanto per cominciare, inserire la parola chiave principale nel titolo dei paragrafi può essere una buona idea. Cosa si dovrebbe dire però delle ricerche a coda lunga e di quelle semanticamente correlate? Gli headings dovrebbero dare spazio tanto alla keyword principale quando a quelle minori.

Il numero di parole da inserire in un articolo è al minimo di 500 secondo Yoast. Chi fa SEO sa come questo non sia un parametro in alcun modo universale né vicino alle esigenze dei motori di ricerca. Soprattutto nell’ultimo periodo, infatti, Google sembra premiare i contenuti più lunghi ed esaustivi a discapito di quelli brevi. Per una ricerca competitiva, con decine di articoli che soddisfano la search intent già indicizzati, 500 parole non saranno sufficienti ad ottimizzare pienamente un articolo. Spesso, infatti, si superano le 2.000.

Modificare lo snippet di un articolo

Ecco uno dei punti per cui la nostra boutique di articolisti e copywriter non ha nessuna intenzione di abbandonare SEO by Yoast. Poter impostare tutti i parametri dello snippet in pochi secondi e visualizzare in tempo reale l’anteprima mostrata sui motori di ricerca è un privilegio non da poco.

Lo snippet ricopre un ruolo sempre più importante per l’indicizzazione di un articolo. La tendenza attuale dei motori di ricerca, infatti, è quella di premiare i contenuti che hanno un maggior tasso di apertura quando vengono mostrati nella SERP: di conseguenza la realizzazione di un’anteprima attraente ed interessante premia nel lungo termine il posizionamento di una pagina.

Opinioni sull’aggiornamento di SEO by Yoast

Uno dei punti controversi sul plugin di Yoast riguarda la frequenza di aggiornamento piuttosto elevata. Al momento in cui scriviamo, la versione 7.0 è stata rilasciata da poco con non pochi problemi notificati dalla community. Sorge naturale il dubbio: aggiornare il plug-in oppure no?

Per esperienza ci sentiamo di consigliare di lasciare a qualcun altro il lavoro di pioniere. Spesso e volentieri, infatti, gli aggiornamenti appena rilasciati presentano problemi e bug di una certa importanza. Dopo un paio di settimane viene quasi sempre rilasciato un aggiornamento che contiene la correzione dei bug dell’ultimo aggiornamento, il che non è propriamente un segno di affidabilità.

In conclusione si può dire che il plug-in SEO by Yoast sia senza dubbio un software utile ed interessante per ogni sito che utilizza WordPress come CMS.

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